Uniti per l’ambiente e contro le grandi opere inutili: domani 8 dicembre, ovunque cortei e presidi

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di Valentina Tatti Tonni

Domani 8 dicembre 2018, giornata dell’Immacolata in cui ufficialmente inizierà il conto alla rovescia per l’avvicinarsi delle festività natalizie, sarà anche una giornata di protesta civile e nazionale. Scelta perché dichiarata Giornata Internazionale contro le “Grandi Opere Inutili e Imposte” e per la Difesa del Pianeta. Sono previste infatti in almeno dodici regioni manifestazioni e presidi di volantinaggio e informazione, da parte di attivisti in favore delle tematiche ambientali e contro le grandi opere.
In prima linea ci sarà Torino con il corteo contro l’Alta Velocità Torino-Lione, seguirà Sulmona da sempre attenta all’ipotesi distruttiva della costruzione del gasdotto che dalla Puglia dovrebbe risalire lo stivale per 687 chilometri. Ad essa si collegano i collettivi regionali di Marche, Umbria e Lazio, contrari anche loro da quattordici anni all’implementazione del metanodotto della Snam che procurerebbe non pochi pericoli e cambiamenti sistemici nell’ambiente.
Il presidio No Gasdotto Snam dall’Umbria si sposterà nel Lazio a Cittareale, presenti i comitati toscani a Firenze, la marcia per il clima in Veneto, scenderà in piazza anche la Sicilia contro il MUOS a Niscemi, un sistema di comunicazioni satellitari militari. Non mancherà il presidio dell’associazione RASPA in Calabria (Trebisacce), i No Triv in Basilicata (Venosa) contro lo sfruttamento delle fonti fossili e in favore di un sistema energetico sostenibile, poi in Puglia (Melendugno) contro la Tap. Segue, inoltre, l’Emilia Romagna in difesa del bosco dei prati di Caprara, mentre in Lombardia si discuterà sulla “follia del nucleare”.

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Per ciò che riguarda specificatamente l’Umbria, come scrissi su “Il Tacco d’Italia” (articolo completo qui) nell’aprile scorso, il tracciato del gasdotto è interamente interrato, attraversa tre parchi nazionali e ventuno aree protette. E’ una storia che ha inizio nel 2004, quando l’azienda Snam Rete Gas SpA presentò l’attuazione di un progetto denominato “Rete Adriatica”, con l’obiettivo di diventare “Hub europeo del gas”, come dichiarato dalla stessa. Una visione strategica condivisa dalle forze istituzionali che ne riconoscevano le potenzialità, attenzione del tutto disattesa dai comitati cittadini, da tre delle regioni coinvolte tra cui Marche, Abruzzo e Umbria, due province e cinque comuni, che invece rimproverano alla Snam di aver modificato il tracciato da “adriatica” ad “appenninica” ufficialmente per non stressare le zone balneari e turistiche, senza però tenere sufficiente conto della pericolosità sismica, idrogeologica, sanitaria, faunistica del territorio che, rilevavano e rilevano tuttora essere superiore rispetto a quelle ipotizzate.
Come si legge sulla pagina Facebook del Coordinamento abruzzese ‘No Hub del Gas’, domani si manifesterà “anche per chiedere impegni precisi per la condizione disastrata dei piloni delle nostre autostrade, per l’approvazione della Carta di salvaguardia delle Acque, per la cancellazione di progetti inutili finanziati dal Masterplan come la Fondovalle del Sangro e la Bretella Ferroviaria di Sulmona”.
La convinzione che lo sperpero dei soldi pubblici debba essere più razionale, si fa portavoce dunque di un momento nel quale è necessario il coinvolgimento di più persone possibili che infatti sono invitate a partecipare attivamente “per il futuro del territorio”.

Immagine da Internet