Nuovo appuntamento con “L’Obiettivo”, la rubrica settimanale che affida allo sguardo del direttore il racconto silenzioso dei luoghi. Questa volta la macchina fotografica attraversa i cancelli di Villa Redenta, immergendosi in uno dei complessi architettonici e paesaggistici più significativi di Spoleto.
La villa si offre oggi come uno spazio vivo, stratificato, capace di tenere insieme funzioni diverse: luogo di incontro, presidio culturale, spazio ricreativo. Eppure ogni scorcio tradisce un passato lungo e articolato, che affonda le radici nell’epoca romana e prende forma nel Cinquecento con la famiglia Martorelli. Nei secoli successivi, passaggi di proprietà e trasformazioni – dai Locatelli ai Marignoli, fino al legame con Frati Minori Conventuali e alla gestione pubblica della Provincia di Perugia – hanno lasciato tracce riconoscibili nelle architetture e negli spazi.
L’obiettivo si posa sulla facciata, sull’equilibrio tra il rigore del blocco principale e l’apertura scenografica verso il parco, dove le torri angolari e il portico dialogano con la luce. Ma è soprattutto all’esterno che la narrazione visiva si dilata: il giardino diventa racconto, tra geometrie all’italiana e suggestioni naturalistiche.
Nel grande parco convivono alberi secolari e presenze più rare, mentre la macchina fotografica intercetta dettagli che sfuggono a uno sguardo frettoloso: la vasca barocca con obelisco, la peschiera, la meridiana, il piccolo teatro, il tempietto.
“L’Obiettivo” restituisce così una Villa Redenta che non è solo monumento, ma organismo vivo: attraversato dalla storia, modellato dagli uomini, ma ancora capace di accogliere, sorprendere e raccontare. Uno spazio che continua a essere, ieri come oggi, parte integrante della vita della città.
Bibliografia: www.myspoleto.it, www.wikipedia.org, www.provincia.perugia.it













































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