C’è un luogo, appena fuori dalla città, dove il tempo sembra distendersi con discrezione tra gli alberi e le pietre: è Colle Attivoli, custode del convento dei Frati Cappuccini e della chiesa dedicata alla Beata Vergine Maria Immacolata di Lourdes. Qui, questa settimana, si posa lo sguardo dell’Obiettivo, tra storia, arte e spiritualità.
La chiesa, consacrata nel 1580 dal vescovo Pietro Orsini, si presenta con la sobrietà tipica dell’architettura cappuccina: una navata unica, raccolta, essenziale. L’ingresso, sotto un antico portico, racconta già una storia di trasformazioni: un tempo vi si trovava una cappellina con un affresco dei primi del Seicento, oggi inglobato all’interno.
Sull’altare maggiore, una tela di fine Seicento raffigura la Visione di Felice da Cantalice. Il tabernacolo del 1897 è stato disegnato da Serafino da Trevi.
La parete sinistra è scandita da due cappelle eimpreziosite da paliotti settecenteschi in cuoio dipinto: vi compaiono le figure di Fedele da Sigmaringen e Lorenzo da Brindisi. In sagrestia, un grande dipinto dei primi del Settecento rende omaggio a Giuseppe da Leonessa.
Ma è l’intero complesso conventuale a raccontare una vicenda più ampia, segnata da interruzioni e rinascite. Chiuso durante la soppressione napoleonica, riaperto nel 1814 e nuovamente soppresso nel 1866, il convento trova nuova vita grazie alla generosità della famiglia dei Conti Pianciani, che lo restituisce ai frati. Per decenni, fino al 1961, diventa sede dello Studio Filosofico, mentre già dal 1701 i cappuccini erano stati chiamati a spiegare la Sacra Scrittura nel Duomo di Spoleto, intrecciando così la loro presenza con la vita culturale e religiosa della città.
Dal 1908, il loro servizio si estende anche all’Ospedale Civile. Il Novecento porta con sé importanti interventi: nel 1967 viene ricostruita l’ala destinata alla vita quotidiana dei frati, mentre l’intero complesso, oggi immerso nel verde, appare in gran parte frutto di una ricostruzione che ha ampliato gli spazi senza tradirne l’identità.
Negli anni più recenti, il convento ha accolto giovani in formazione, diventando luogo di passaggio e crescita per diverse generazioni cappuccine. Eppure, nonostante le trasformazioni, la chiesa conserva intatto il suo carattere: linee semplici, silenzio raccolto, una bellezza che non cerca di imporsi ma di accompagnare alla preghiera.
Bibliografia: www.cappucciniimmacolata.it, www.wikipedia.org


























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