L’opinione di Galeno: il referendum degli strascichi

L’ultimo referendum del 22-23 Marzo 2026 sull’approvazione del testo della legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025 ” ha lasciato diversi strascichi in parlamento: dimissioni di Andrea Delmastro Delle Vedove, sottosegretario alla Giustizia , capa di gabinetto del ministero della Giustizia Giusi Bartolozzi e della ministra al Turismo Daniela Santanchè.

Un bello scossone, anche se la lettura politica del voto non è così semplice da decifrare. Il No non è espressione solo del campo largo, ma di tanto associazionismo, di molti astenuti in elezioni precedenti e di giovani che hanno voluto dare un chiaro segnale al governo per una serie di politiche (Politica estera?) non condivisibili. Potrebbe essere un errore grave da parte del centro sinistra italiano intestarsi una vittoria, che ripeto è composta da tante anime. E’ altrettanto vero che il SI è in parte espressione della maggioranza di governo , così come di altre anime centriste che siedono anche in parlamento.

In Umbria ha vinto il No , con uno scarto minore rispetto al resto d’Italia. Molto interessante e puntuale l’analisi dei flussi in Umbria , spiegati giovedì mattina dai professori Bruno Bracalente e Antonio Forcina . L’analisi è stata realizzata dal Dipartimento di Economia dell’Università di Perugia insieme all’Assemblea legislativa umbra confrontando le europee 2024 con i dati di 997 sezioni in 19 zone. 

I numeri cosa dicono? Alcune evidenze. Il 45% degli elettori della Lega sono rimasti a casa, circa il 30% di FI ha fatto lo stesso. Meno evidente l’asetensionismo tra le fila di FDI. Nel campo largo invece invece astensionismo quasi pari a zero per AVS mentre intorno al 10% nel Pd e 13% nel M5S. Altro elemento rilevante è il ritorno al voto degli astenuti , computato in circa 110 mila Umbri che si sono divisi quasi equamente tra il SI e il NO.

A livello geografico, il NO in Umbria vince in alcuni grandi centri (Perugia, Foligno, Terni), mentre il SI si afferma tre zone tutte da studiare : Città di Castello, Spoleto e Valnerina, passando per Assisi!

Insomma l’Umbria è contendibile, e questo lo sappiano da qualche anno. Ma veniamo alla nostra Spoleto.

A Spoleto come detto ha vinto il SI. E’ un monito per l’attuale maggioranza? Si e..No. Intanto è difficile in una sola città studiare dei flussi , e lo è ancora di più in un referendum dove ci sono due scelte solamente. Le elezioni amministrative sono davvero molto particolari, con alleanze civiche che si uniscono ai partiti e con le regole del ballottaggio. Sicuramente c’è da dire una cosa. La fedeltà partitica a votare NO è stata meno allineata rispetto ad altri territori umbri . Probabilmente è solo su questo aspetto che la maggioranza spoletina dovrebbe riflettere. Al momento, politicamente , sembrano coesi e i mal di pancia , come avevo preannunciato, si sono pacati con l’approvazione del Bilancio 2026-2028.

Galeno Tinco