Un esempio che resta: Norcia rende omaggio a Flavio Falzetti

di Renzo Berti

“Le cure sono importanti, è vero, ma è anche fondamentale avere un animo guerriero. Perchè deve essere la mente, e non l’inverso a dominare la malattia. Questo è ciò che ha permesso il mio ritorno alla vita”. In questa frase stampata sulla contro copertina del libro “Oltre il 90°”, la biografia di Flavio Falzetti raccolta dal giornalista marchigiano Francesco Caremani, è racchiuso il senso della battaglia di questo ragazzo nursino contro quella che lui chiamava la “bestia”. Tornare a giocare dopo 35 cicli di chemioterapia, era stata la Champions League di Flavio; il suo Tourmalet. Da ieri, la sua Norcia,la città che Flavio amava sopra ogni altra cosa e di cui vantava le origini in ogni luogo in cui si recasse per diffondere, dapprima il verbo del calcio e poi quello della sua lotta per la vita, gli ha riservato un posto d’onore nella memoria. Intitolandogli le tribune del campo sportivo “Micheli”. Ed è stata una semplice ma suggestiva cerimonia quella alla quale sono intervenuti, tra gli altri, il sindaco Giuliano Boccanera, il consigliere regionale Stefano Lisci, che ha portato i saluti della presidente della Regione, Stefania Proietti, l’assessore comunale allo sport ed al welfare, Sabrina Palazzeschi, la quale ha ricordato Flavio Falzetti e riassunto il significato del convegno “Oltre il 90°” con parole semplici ma che hanno toccato le corde dell’anima, i consiglieri comunali Giuseppina Perla ed Andrea Russo, in rappresentanza della maggioranza, e Cristina Sensi per la minoranza. Il Comitato umbro della Figc è stato rappresentato dal vice presidente Carlo Emili, che ha rivolto parole di apprezzamento per quanto sta facendo la locale società calcistica. In quella lapide scoperta dalle sorelle  Monia e Luisa, sorelle di Flavio, e quindi benedetta dal parroco di Norcia, don Davide Tononi, come ha sottolineato il primo cittadino: “C’è l’orgoglio di una città nell’aver avuto tra i suoi figli un ragazzo coraggioso e generoso come Flavio, che amava la vita e che ha voluto spenderla intensamente sino all’ultimo dei suoi giorni per il bene altrui”. Norcia, a distanza di 13 anni dalla scomparsa di Flavio, paga così il suo “debito di riconoscenza” verso questo piccolo, grande eroe, dei nostri tempi.

In mattinata, alla sala Digipass, una platea numerosa ed attenta, composta in maggior parte dai ragazzi dell’Istituto “De Gasperi-Battaglia”, accompagnati dalla onnipresente dirigente Rosella Tonti e dalla docente, Beatrice Partenzi, ha ascoltato le testimonianze di chi ha conosciuto da vicino questo ragazzo che trasmetteva energia positiva a chiunque lo avvicinasse. Il quale, come ha ricordato Nando Scarpelli, il medico onco ematologo dell’ospedale di Spoleto, che gli è stato accanto sino alla fine diventando uno dei suoi amici più cari: “Era un paziente al quale si faceva fatica a star dietro per il suo temperamento ed il carattere travolgente con cui affrontava la malattia –, ha ricordato Scarpelli -, mettendosi, però, al servizio del prossimo”. Flavio Falzetti, grazie anche all’amicizia con l’ex consigliere regionale delle Marche, Francesco Gentiloni, che lo conobbe durante la malattia del figlio Stefano, all’epoca giocatore del Corridonia ed oggi della “Life ritorno alla vita”, è stato l’artefice di una legge regionale, promulgata nel 2012, e che porta il suo nome. “Quella legge -, ha ricordato Gentiloni-,  che ci ha consentito, attraverso uno screening di 270 ragazzi dai 14 ai 18 anni, di scoprire 11 casi di linfonodi e curarli, rilasciando agli sportivi il passaporto emato chimico, che per Flavio era diventato una sorta di mantra. Peccato,però, che la Regione Marche non ha investito più risorse per farla funzionare”. Tra le testimonianze più significative di chi è stato in prima linea con lo sfortunato calciatore e diesse nursino, per combattere la battaglia della prevenzione contro linfomi e leucemie, quelle di Emilio Pierpaoli, responsabile della Life e Danilo Vitali, che ha moderato il dibattito di una iniziativa che è arrivata ad un mese dall’omonimo premio assegnato a Damiano Tommasi. Ma il messaggio d’amore, che ha diffuso Flavio nei 15 anni di battaglia contro la “bestia”, è stato riassunto nel toccante appello alla donazione rivolto ai ragazzi da Susanna Scipio, testimonial dell’Admo e dell’Aido delle Marche, che due anni fa ha donato un rene a suo marito. Poi, nello shaker dei ricordi, i toccanti ricordi di chi ha condiviso la terribile esperienza della malattia di Flavio, ma che è riuscito a vincerla: Gianluca Longo, ex calciatore del Bari, Massimo Ciocci, Gregorio Silvestri, Roberto Bordin, Sasà Sullo, ex bandiera del Messina in A ed oggi allenatore delle giovanili del Torino. Giocatori che compongono l’ossatura della Life insieme a Valeriano Recchi, amico del cuore di Flavio, nursino doc anche lui, ed oggi allenatore vincente dell’Angelana. Nel pomeriggio, dopo un intervallo gastronomico preparato con grande maestria dalla famiglia Falzetti, il tradizionale memorial che ha visto l’affermazione del Norcia, davanti alla Life ed alla “Amici di Flavio”.