Venerdì 3 aprile a Piedipaterno, alle ore 10,30 in via Roma, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia sezione di Spoleto “Probo Martinelli” e il Comune di Vallo di Nera con una cerimonia pubblica ricorderanno gli otto giovani trucidati dai nazifascisti a Pianarotte, vicino Piedipaterno, all’alba del 3 aprile 1944.
Una corona d’alloro sarà deposta sulla stele commemorativa che fu eretta alla fine del conflitto sul luogo dell’eccidio.
Gli otto ragazzi furono catturati nei pressi del Monte Coscerno sulle fosse di Beregni e furono trasportati sulla piazza di Piedipaterno per l’esecuzione. Fu una maestra del luogo a chiedere che l’uccisione avvenisse in un luogo più appartato. Cinque dei ragazzi erano soldati che, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, erano scappati e tentavano di tornare a casa. Erano considerati dei bersagli dall’esercito nazista. Uno aveva in tasca la tessera dell’Unione Patrioti ”Filippo”. Provenivano dalla provincia di Ferrara e da Roma, mentre il più giovane di loro, non ancora diciottenne era del vicino paese di Castel San Felice. I loro nomi: Edoardo Finetti di Massa Fiscaglia, diciannovenne con un figlioletto appena nato, Raoul Bolognesi di Campolungo di Ostellato, 18 anni, Virgilio Cremonini di Mezzogoro di Codigoro, 19 anni, Sandro Murasecchi di Castel San Felice, Galliano Chiaron e Italo Brunelli di Massa Fiscaglia non ancora ventenni, Elio Menichelli e Orazio Risi di Roma. Al momento della strage due di loro tentarono di scappare gettandosi nel fiume Nera, ma restarono impigliati fra i rovi e la strage si compì. Adesso quei visi adolescenti, sono impressi su una targa unita alla stele lungo la statale Tre Valli a ricordo della barbarie di quegli anni.
Alla cerimonia di venerdì tre aprile saranno presenti il Presidente di ANPI Spoleto Francesco Giannini (a sinistra nella foto di archivio) , il sindaco di Vallo di Nera Agnese Benedetti e la popolazione di Piedipaterno.


























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