Il Partito Comunista duro contro l’intitolazione di una via spoletina ai Martiri delle Foibe
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:
Apprendiamo con sconcerto dalla stampa online locale che l’amministrazione comunale di Spoleto, su richiesta di esponenti di Fratelli d’Italia, ha approvato l’intitolazione di una delle vie cittadine ai Martiri delle Foibe. Riteniamo questa operazione l’ennesimo tassello del tentativo di delegittimazione della Resistenza attraverso l’ignobile e antistorica equiparazione tra fascismo e comunismo, in cui le responsabilità dei carnefici fascisti vengono occultate e invece si sbandierano presunte responsabilità di chi ha sofferto l’occupazione fascista, le stragi di civili indiscriminate, e poi ha combattuto per liberare la propria terra. Tale equiparazione va di pari passo con lo spudorato sdoganamento del fascismo, la cui condanna è inscritta nella Costituzione, sdoganamento che viene perpetrato in primis attraverso lo schema revisionista della cosiddetta “memoria condivisa” da parte di rappresentanti delle istituzioni democratiche. Chi vuole ricordare le vittime delle foibe dovrebbe farlo nel contesto delle atrocità, delle fucilazioni di massa, degli internamenti in campi di concentramento come quello di Arbe perpetrati dal regio esercito e dagli squadristi fascisti ai danni delle popolazioni dei territori slavi occupati.
Non ci sorprende che l’opposizione del Partito Democratico non abbia mosso un dito per contrastare il progetto: il PD è complice del revisionismo storico che sorregge la narrazione tossica del “ricordo delle Foibe”: la sedicente “sinistra” borghese, alleata delle banche e di Confindustria, cerca di guadagnare consensi tra i settori più reazionari della società, per poi cercare di rifarsi una verginità a sinistra attraverso un antifascismo commemorativo, opportunista e di facciata. Né ci aspettiamo altro che reazioni isteriche e scomposte da parte dei signori di Fratelli d’Italia e della destra spoletina, che invitiamo ad andare a rileggersi la storia di quei territori.
Tuttavia, ricordiamo al Sindaco e agli amministratori di Spoleto quanto Mussolini ebbe a dire nel 1920 a proposito delle popolazioni slave dei territori annessi con la fine del primo conflitto mondiale: “di fronte ad una razza come la slava, inferiore e barbara, io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani”. Sono questi i riferimenti politici di chi ha avanzato questa proposta e ci auguriamo che il Sindaco De Augustinis non voglia schierarsi al loro fianco. Esprimiamo dunque la nostra netta contrarietà a questo atto che equivarrebbe a uno schiaffo a tutti coloro che a Spoleto, 75 anni fa, si sono sacrificati per cancellare l’infamia del regime fascista.
Partito Comunista – Spoleto






















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