Terremoto 2016, Stefano Lisci: “Snellire i tempi per l’erogazione del CDA alle famiglie di Spoleto”

“L’erogazione del contributo per il disagio abitativo (CDA, ex CAS) alle famiglie la cui abitazione è stata resa inagibile dal terremoto del 2016 è una questione particolarmente sentita a Spoleto, dove attualmente i nuclei che ne usufruiscono sono circa 170. Per questo, anche in vista della scadenza annuale delle domande di conferma, fissata al 31 marzo, mi sono fatto promotore di un confronto tra le strutture della protezione civile regionale, nelle persone del dirigente Sandro Costantini e del funzionario Enrico Bartoletti, e gli uffici del Comune di Spoleto preposti, guidati dalla dirigente Dina Bugiantelli, con l’obiettivo di avere certezze sulle tempistiche delle procedure, affinché possano essere snellite il più possibile”. E’ quanto dichiara in una nota il consigliere regionale del Partito democratico Stefano Lisci.

 

“I tecnici di Regione e Comune – spiega Lisci – hanno quindi ripercorso le procedure burocratiche, piuttosto rigide, previste dalla struttura del Commissario straordinario alla ricostruzione che è demandata all’erogazione dei fondi. Lo stanziamento, è stato chiarito, è attualmente quadrimestrale per ottimizzare procedure e tempistiche”. 

 

“Nel dettaglio, – ripercorre il consigliere dem – il Comune di Spoleto (al pari degli altri comuni umbri dove ci sono famiglie che beneficiano del CDA, non solo all’interno del cratere sismico) è tenuto a trasmettere alla Regione un file excel con la richiesta di fabbisogno finanziario con i dati di ciascun beneficiario, la verifica delle dichiarazioni autocertificate e l’importo. La Regione a questo punto adotta una determinazione dirigenziale per disporre formalmente l’erogazione del contributo. Quindi il Comune, a sua volta, adotta una sua propria determinazione dirigenziale di impegno di spesa, seguita dall’atto di liquidazione e l’emissione dei mandati di pagamento. In seguito il Comune deve effettuare la rendicontazione e in quella occasione effettua anche una nuova richiesta di fabbisogno. Nel mentre, gli uffici devono verificare sia la sussistenza dei requisiti, magari variati tra una domanda e l’altra senza che vengano effettuate tempestive dichiarazioni, comportando anche una modifica dell’importo da erogare se non addirittura la cessazione del CDA, e la regolarità della domanda di contributo per la ricostruzione dell’immobile”.

 

“Si tratta dunque – evidenzia Stefano Lisci – di un’attività notevole per gli uffici che in questi 10 anni dal sisma hanno visto la movimentazione di circa 20 milioni di euro. L’impegno degli uffici, al termine dell’incontro, è stato comunque quello – nonostante la rigidità delle procedure previste dalla struttura commissariale – di stringere il più possibile i tempi di erogazione del contributo, anche ricorrendo ad eventuali anticipazioni. Dal prospetto fornito, comunque, dal settembre 2024 ad oggi, al di là di alcune problematiche concomitanti relative all’erogazione del 2° quadrimestre 2025, per la cui risoluzione avevo nell’autunno scorso chiesto l’intervento del commissario Guido Castelli, che torno a ringraziare, è emerso un costante aumento nell’efficientamento di tempi e procedure”. 

 

“Attualmente, dopo che a marzo è stato liquidato il CDA per il 3° quadrimestre 2025, – conclude il consigliere regionale – è stata inviata la rendicontazione e ora dunque si stanno avviando le procedure relative al 1° quadrimestre 2026, con il contributo che dovrebbe essere erogato tra fine aprile e inizio maggio”.