Viaggio sulle tracce dei Cavalieri Templari e del loro passaggio in Umbria
di Alessio Cao
(DMN) Ferentillo – Le leggende che aleggiano intorno al misterioso tesoro dei Templari sono numerose e ben diffuse in tutta Italia. Umbria dimenticata si è messa sulle tracce di una possibile visita dei “Poveri compagni d’armi di Cristo e del tempio di Salomone” nella zona tra Terni e Spoleto, a seguito della fuga e dello scioglimento dell’ordine monastico-cavalleresco dopo le persecuzioni di Filippo il Bello Re di Francia.
Nel 1318 una riunione segreta dell’ordine sembra aver avuto luogo in Umbria.
Tra i castelli che abbiamo visitato e potrebbero aver ospitato questo conclave ricordiamo Castel del Monte, nei pressi della Vallocchia sull’ antica via spoletana, il castello di Sensati, secondo baluardo sulla stessa rotta in direzione Valnerina ed infine il castello di San Mamiliano.
Quest’ultima fortezza è ancora abitata. Perfettamente restaurata e conservata, è situata nel territorio di Ferentillo, a circa 800 metri sul livello del mare.
La sua funzione difensiva era strategica per la zona. Unitamente al castello di Umbriano contribuiva a proteggere l’abbazia di San Pietro in Valle e la via Flaminia, principale strada per Roma, dalle incursioni dei temuti saraceni.
Situazione problematica quella dei saccheggi dei mori, ben rappresentata da una colonnina dell’anno 1005 posta sul pozzo del borgo con scolpita ,in rilievo, la testa di un saraceno tagliata e il primo stemma di Ferentillo.
A poca distanza dall’abitato di San Mamiliano troviamo un altro luogo importante secondo gli studiosi della storia templare, il complesso ormai distrutto di San Giovanni.
Costruito intorno all’anno mille come luogo eremitico e di preghiera crebbe di importanza nel tempo trasformandosi in convento.
Di questa struttura rimangono ormai come silenziosa testimonianza le mura perimetrali, le pietre divelte e un pozzo che approvvigionava la zona.
San Mamiliano e il convento di San Giovanni vengono indicati dallo scrittore Giovanni Tomassini, nel libro “Gli ultimi custodi del tesoro templare”, come luoghi di passaggio dei Cavalieri e come possibile nascondiglio di una parte del loro fantomatico e ricchissimo tesoro.
In paese si narra la storia di un calice d’oro conservato nella chiesa di San Biagio, si racconta di ricchezze scomparse e di tesori nascosti nella zona animando la fantasia di chi voglia esplorare questa parte dell’Umbria, vero e proprio portale che affaccia su un medioevo dal fascino indimenticabile.

































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