Umbria dimenticata: la cascata de “Lu Cugnuntu”, un angolo di natura incontaminata nei pressi di Preci

Acqua, silenzio e un senso di pace interiore accompagnano il visitatore in questa passeggiata nei boschi della Valnerina – FOTO

di Alessio Cao

(DMN) – La cascata de “Lu Cugnuntu” è un piccolo angolo di paradiso naturale che si trova nei pressi del borgo di San Lazzaro in Valnerina. Pochi chilometri dopo Triponzo, in direzione Visso, si incontra lo svincolo per la frazione. Superate le case e la piccola chiesa inizia un sentiero sulla destra che scavalca il ruscello quasi asciutto e conduce ad uno stretto sentiero nel bosco che costeggia il corso d’acqua e conduce fino alle cascate.
L’atmosfera che si respira ad ogni passo è unica ed avvolgente. Una natura incontaminata accoglie il visitatore, immergendolo in mille sfumature di colori, dal verde della vegetazione, al giallo e al viola dei fiori che popolano il sottobosco in questo periodo, fino alle trasparenze affascinanti dell’acqua che, con i suoi rivoli, si muove veloce tra le pietre del letto del ruscello e culla la mente con il suo suono pieno e rilassante.
Dopo circa una mezz’ora di cammino si giunge con discreta facilità alla cascata. Situata al centro di una spaccatura nelle rocce sovrastanti, sembra sgorgare all’interno di un piccolo canyon e lascia a bocca aperta con i suoi venti metri di altezza.
Il nome della cascata trae le sue origini da una probabile modifica popolare del termine latino “coniunctio” che vuol dire dire appunto congiunzione, come in questo caso tra due fossi, quello del Valloncello e quello di Acquastrino.
Il vicino borgo medievale di San Lazzaro è noto alle cronache medievali per essere stato sede di un lebbrosario che accoglieva i malati della zona, fondato, secondo la tradizione, proprio da San Francesco nel 1218. Il lebbrosario, prima sotto la guida dei Frati Minori, poi sotto quella dei Benedettini, rimase attivo per ben 400 anni.