Riceviamo e pubblichiamo integralmente:
Si parla di milioni di euro investiti per “riqualificare”, “innovare”, “modernizzare”. Ma guardando nel concreto i lavori previsti per l’Agenda Urbana a Spoleto viene una domanda semplice: servono davvero alla città oppure sono solo uno spreco di risorse pubbliche? Piazza d’armi, piazza della Vittoria, piazza Garibaldi, Viale Marconi…nuove installazioni, nuove ZTL, laghetti e interventi sparsi qua e là… Tutto molto bello sulla carta. Il problema è che molte di queste opere rischiano di essere inutili nella pratica e soprattutto difficili (se non impossibili) da gestire nel tempo. Ci è stato detto che l’Agenda Urbana sarebbe stata costruita con il coinvolgimento della città. Incontri, presentazioni, tavoli di confronto. Sulla carta, un modello virtuoso di partecipazione. Nella realtà, l’ennesima operazione di facciata. Perché la vera partecipazione non consiste nel convocare i cittadini quando le decisioni sono già state prese. Non significa mostrare slide, raccogliere qualche osservazione e poi andare avanti come previsto. Non è un adempimento burocratico da spuntare in un progetto f inanziato. La sensazione diffusa è che si sia trattato di una consultazione formale, utile più a legittimare scelte già definite che a costruirle davvero insieme alla comunità. Mentre qualcuno si sveglia ora ed inizia a parlare di Agenda Urbana e di nuovi interventi sparsi per la città, viene spontaneo chiedersi: sono davvero queste le priorità? Spoleto oggi avrebbe bisogno prima di tutto di creare lavoro vero, attrarre imprese, sostenere chi investe e chi vuole restare. Avrebbe bisogno di riqualificare e rendere competitive le aree industriali, molte delle quali versano in condizioni di abbandono o di scarsa attrattività. Avrebbe bisogno di rimettere mano seriamente al PRG, con una visione moderna e coerente dello sviluppo urbano, capace di dare certezze a cittadini e imprenditori. Un piano regolatore che guardi alla realtà e non a previsioni ormai superate: in pochi anni la città ha perso circa 3.000 abitanti, mentre il PRG era costruito su una prospettiva di crescita fino a 60.000 residenti. È evidente che serve una revisione profonda, fondata su dati attuali e su una strategia credibile di rilancio. E poi c’è il tema delle frazioni, che non possono essere lasciate ai margini, senza servizi adeguati, manutenzione e progettualità Se l’Agenda Urbana vuole davvero essere uno strumento di sviluppo, deve partire da qui. Invece si rischia di concentrare risorse su interventi discutibili, che non generano sviluppo strutturale e che soprattutto rischiano di caricare di costi le prossime amministrazioni: manutenzioni, gestione, spese correnti che rimarranno quando i fondi straordinari saranno f initi. Il rischio concreto è che, finiti i fondi e tagliati i nastri, restino solo strutture poco utilizzate, costi di gestione insostenibili e l’ennesimo peso sulle casse comunali. Spoleto ha bisogno di interventi mirati, utili e sostenibili, non di opere “di facciata” che fanno scena oggi e diventano problemi domani. Spoleto non ha bisogno di progetti simbolici. Ha bisogno di lavoro, pianificazione seria e attenzione per tutto il territorio.
Insieme per Spoleto
Comunità Riformista
Giancarlo Cintioli
Donatella Loretoni
Paolo Piccioni























Lascia una risposta