Riceviamo e pubblichiamo integralmente:
Il Partito Democratico di Spoleto prende atto della decisione del Comitato percorso nascita regionale di non esprimere alcun parere sulla riattivazione del Punto Nascita del San Matteo degli Infermi. Tale organismo ha preferito non intervenire sul singolo punto nascita al centro della discussione tecnica rinviando al redigendo Piano socio-sanitario la programmazione e la definizione della rete materno-infantile regionale. Questo nonostante i solidi presupposti tecnici e la dettagliata relazione presentata dal direttore generale della Usl Umbria 2, dottor Roberto Noto, elementi in base ai quali si è espresso favorevolmente il dottor Marco Trippetti, designato tra i componenti del Comitato percorso nascita regionale in qualità di dirigente medico anestesista in servizio all’ospedale di Spoleto.
Il documento tecnico dell’Usl 2, infatti, tracciava un percorso chiaro, che aveva l’obiettivo di garantire la massima sicurezza clinica anche attraverso un significativo investimento sul personale sanitario. Nella sua relazione, il direttore generale Noto aveva correttamente evidenziato le condizioni orogeografiche disagiate di questa vasta area, che comprende i comprensori di Spoleto e Valnerina ed è inserita nel cratere sisma 2016, dove alcuni Comuni distano più di 60 minuti dal primo ospedale disponibile.
In Umbria sono presenti 7 ospedali sede di Dea (5 di primo e 2 di secondo livello) e di questi ben sei dispongono di un Punto Nascita. Tutti tranne Spoleto, dove il Punto Nascita è stato scelleratamente chiuso dalla Giunta regionale Tesei nell’ottobre 2020, quando l’ospedale è stato convertito in struttura Covid.
In un contesto regionale dove diverse strutture operano già in deroga (Orvieto con 194 parti, Branca con 433 e Città di Castello con 502), secondo il Partito democratico di Spoleto riattivare il Punto Nascita di Spoleto significherebbe innanzitutto sanare un’asimmetria che penalizza fortemente questo territorio, ristabilendo i principi di equità e corretta assegnazione delle risorse. Sarà ora il Partito democratico spoletino a battersi in ogni sede per la pari dignità degli ospedali sede di Dea, ovviamente attraverso scelte tecniche e politiche basate sui principi di sicurezza, ottimizzazione delle risorse e corretta distribuzione sul territorio regionale, tenendo conto delle rispettive caratteristiche.






















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