Partito Democratico: “Il Comune colpisce le fasce deboli della collettività”

La nota stampa 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Il Comune mette mano nelle tasche degli ultimi. La denuncia viene dal Partito Democratico di Spoleto preoccupato per la situazione che si sta creando sulla base del “Regolamento esecutivo per l’accesso e la compartecipazione ai servizi socio-assistenziali e socio-sanitari” approvato il 22 ottobre 2020 con i soli voti dell’allora maggioranza (precedente cioè allo strappo di FdI e di parte della Lega e di FI). In questi giorni numerose famiglie che hanno in carico congiunti non autosufficienti hanno ricevuto dal Comune la comunicazione che dal 1 settembre dovranno contribuire al costo dei servizi socio-assistenziali e socio-sanitari sulla base di un’autocertificazione attestante l’Isee.

Chi non comunicherà il reddito entro quella data si vedrà applicata la tariffa massima per i servizi.

Solo chi ha un’Isee fino a 6mila euro annui sarà esentato dalla contribuzione, dagli 8mila ai 25mila vedranno aumentare la quota di compartecipazione in maniera progressiva rispetto al reddito che andrà dai 100 ai 400 euro mensili. Va chiarito che il calcolo dell’Isee comprende anche le proprietà immobiliari. Molti genitori con figli disabili, per assicurare loro un minimo di reddito anche dopo la loro scomparsa, hanno intestato ai figli proprietà immobiliari. Analoga la situazione per i non autosufficienti. Questo vuol dire che la maggior parte delle famiglie, già duramente colpite dalle problematiche legate alla disabilità e alla non autosufficienza, vedranno sensibilmente assottigliata la loro capacità di spessa in un momento in cui la crisi sta generando nuove povertà.

Il Partito Democratico di Spoleto nello stigmatizzare quanto sta avvenendo chiede l’immediata sospensione del provvedimento che va a ledere una fascia della popolazione già fortemente provata. Chiede piuttosto che il servizio venga potenziato e ampliato, solo così avrebbe senso chiedere una maggiore compartecipazione.