Solidarietà alla dottoressa Paola Vittoria Santirosi
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:
Il Partito Democratico di Spoleto respinge con forza ogni tentativo di delegittimare chi per propri meriti viene chiamato a ruoli di primo piano in ogni ambito delle categorie professionali. I Dem di Spoleto dicono “basta” al vetriolo che viene sparso in città rivendicando la volontà di riportare un clima di confronto corretto e leale. Una città che non sostiene i propri professionisti o chiunque abbia capacità di emergere è destinata all’inesorabile declino. Infatti non potrà mai contare su una classe dirigente capace di portare le proprie istanze in ogni sede, locale, regionale o nazionale. Spoleto fino ad oggi ha perseguito questo tipo di politica. Per propri interessi personali, che nulla hanno a che fare con il bene della collettività, in troppi mettono in atto una sorta di “guerra civile” che come risultato penalizza pesantemente Spoleto.
Riflessioni che prendono spunto dal recente incarico pro tempore affidato alla dottoressa Paola Vittoria Santirosi chiamata dalla direzione della Usl 2 alla direzione della Struttura Complessa aziendale di nefrologia e dialisi.
La delibera del Direttore generale è chiara: la dottoressa Santirosi aveva più titoli dell’altro candidato. I curriculum parlano chiaro, basta andare a consultare la delibera del Direttore Generale n. 698 del 13/05/2021. Otto pagine che evidentemente gli “odiatori” non hanno avuto il tempo di leggere, altrimenti avrebbero evitato i loro commenti malevoli.
Il fatto che la dottoressa Santirosi militi in un partito, peraltro nostro avversario politico e antagonista alle prossime elezioni amministrative, non inficia la sua professionalità che tutti le riconoscono. Il fatto poi che sia di Spoleto per il Pd è un motivo in più per esprimerle solidarietà.
Quando il segretario comunale Stefano Lisci a nome di tutto il partito della nostra città ha dichiarato che si vuole voltare pagina significa anche questo: ricercare la coesione, il senso dell’appartenenza a una comunità che solo attraverso azioni comuni può tornare a contare al di fuori delle mura urbiche. L’invito è a fare un patto di lealtà, di riportare il confronto politico, anche acceso, sul binario della correttezza non accettando più comportamenti che avvelenano il clima cittadino permettendo a personaggi pieni di livore di emergere.
Anche questo vuol dire fare il bene della città.






















Lascia una risposta