Riceviamo e pubblichiamo integralmente:
Parco della Pace: un progetto da oltre 2 milioni di euro senza trasparenza né confronto. La Giunta chiarisca
La Giunta Sisti ha deciso di partecipare al bando per il Fondo per il contrasto del consumo di suolo con il progetto dal nome rassicurante “Parco della Pace e dell’Alimentazione”, individuando come area di intervento Piazza d’Armi, una delle poche grandi aree verdi rimaste in città. Un’interpretazione piuttosto creativa del concetto di “contrasto al consumo di suolo”
Il progetto prevede un investimento complessivo di 2,3 milioni di euro di risorse pubbliche, di cui 2 milioni di euro regionali e 300.000 euro di cofinanziamento comunale.
A fronte di cifre così rilevanti, colpisce però l’assenza, nei documenti pubblicati all’albo pretorio, di un quadro economico dettagliato e di un elenco chiaro e vincolante degli interventi che verranno effettivamente finanziati e realizzati. Le tavole allegate mostrano un rendering finale, ma non spiegano come verranno spesi i fondi né quali opere siano realmente comprese nel finanziamento.
Le domande, quindi, sono molte e legittime:
· il bocciodromo e il circolo tennis sono finanziati dal bando oppure no?
· l’eliporto e il laghetto sono previsti e, in tal caso, con quali risorse?
· quali interventi saranno coperti dal contributo regionale e quali finiranno, come spesso accaduto in passato, sulle spalle del Comune e quindi dei cittadini?
Dalla documentazione emerge inoltre che, per rispettare i criteri del bando, si prevede la rimozione di parcheggi attualmente in buono stato – come quelli sopra il PalaRota o in prossimità della pista di atletica – al solo scopo di renderli permeabili. Lungo via F. Pallucchi, nell’area mercatale, l’asfalto verrebbe sostituito con pavimentazione drenante, mentre vaste aree verdi, rappresentate nei disegni progettuali come semplici rettangoli, potrebbero trasformarsi in orti ecosolidali, senza che vi sia alcuna indicazione chiara e ufficiale in merito.
Siamo dunque di fronte a un progetto calato dall’alto, privo di un reale confronto pubblico. Anche scelte discutibili, come la collocazione di un laghetto in prossimità delle abitazioni – con evidenti rischi igienico-sanitari nei mesi estivi – non risultano accompagnate da spiegazioni o valutazioni tecniche accessibili.
Gravissima è poi l’assenza di qualsiasi indicazione sulla manutenzione futura dell’area. Con quali risorse si intende garantire la gestione ordinaria del Parco, quando già oggi il Comune fatica a mantenere strade, giardini e cimiteri? Il rischio è quello di realizzare l’ennesima opera nuova destinata rapidamente al degrado.
La Giunta parla di partecipazione, ma nei fatti si limita alla pubblicazione degli atti sull’albo pretorio, scaricando ogni responsabilità di confronto e trasparenza. Un metodo che i cittadini conoscono fin troppo bene.
Il timore è quello di rivivere copioni già visti: grandi annunci, rendering accattivanti e promesse, seguiti da opere incompiute, sottoutilizzate o economicamente insostenibili. Lo stadio inutilizzato, che richiede nuovi investimenti per essere reso funzionale, e il palazzetto da 390 posti, costato circa 7 milioni di euro e con un mutuo ancora a carico della collettività, sono esempi fin troppo recenti.
Si continua a progettare e a plasmare la città in funzione dei bandi disponibili, invece di partire dai reali bisogni del territorio, cercando solo successivamente le risorse.
Dai documenti comunali relativi ad altri progetti risulta che solo bocciodromo e circolo tennis avrebbero un costo stimato di circa 1,5 milioni di euro. È quindi legittimo chiedersi se questo progetto nasconda l’ennesimo ricorso a nuovi mutui.
Prima di impegnare milioni di euro e ipotecare il futuro della città, la Giunta ha il dovere di fermarsi, chiarire e aprire un vero confronto pubblico.
Trasparenza e partecipazione non sono slogan: sono un obbligo.
Spoleto 6 Febbraio 2026
Alleanza Civica
Alessandra Dottarelli
Gianmarco Profili























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