Ospedale e punto nascite, “Tacciano i lamenti e si passi all’azione”

Il comunicato stampa dell’Associazione Casa Rossa

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Ospedale di Spoleto, punto nascita chiuso ha deciso il ministro del governo Meloni. E’ la legge, dichiarano i becchini. Ma chi l’ha detto che deve andare così! Molti di noi, ormai vecchi sono nati all’ospedale di Spoleto, i nostri figli, 20, 30, 40 anni fa, sono nati all’ospedale di Spoleto. 
Oggi nel 2022, non si può nascere all’ospedale di Spoleto. 
Lo chiamano progresso, sono invece le leggi del potere economico e della politica che lo serve, che riduce le persone a numeri, oggetti, merci. Ma non può, non deve finire così. 
 

 
La questione adesso e’ cosa siamo disposti a fare, a rischiare, a pagare in termini di repressione, che e’ il prezzo che paga chi si batte contro decisioni del governo, oggi quello Meloni, instradato dal governo regionale Tesei che ha chiuso il punto nascita di Spoleto due anni fa, che sono un abominio, il rovescio della storia, un tonfo nel futuro che e’ come dire un ritorno al passato.
Che si tacciano i lamenti, che si incatenino, magari davanti al Pronto soccorso gli Amministratori, che insorga la città contro le regole, che tali non sono ma catene contro una popolazione spogliata e umiliata nella sua ragione, nella sua storia, nella sua dignità. 
ASSOCIAZIONE CULTURALE CASA ROSSA
 
Nella foto: Aurelio Fabiani