Comunicato stampa dell’associazione Casa Rossa
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:
LAVORATORI CEMENTIERI: NO AL “FRONTE UNICO” COL PADRONE, NO ALLA TAV E ALLE GRANDI OPERE, SI ALL’INDIPENDENZA SINDACALE E ALLA MOBILITAZIONE UNITARIA PER LA DIFESA DEI POSTI DI LAVORO E DI UNO SVILUPPO NELL’INTERESSE DELLA POPOLAZIONE
Non siamo a Roma oggi alla manifestazione confederale dei lavoratori cementieri a cui partecipano anche i lavoratori della ex Cementir di Spoleto, che andrà a richiedere lo sblocco dei lavori delle grandi opere a partire dalla TAV (questa è la posizione di CGIL-CISL-UIL che vuole una politica di sblocco delle grandi opere, a partire dalla Tav, abbattendo addirittura i controlli burocratici) per due precise ragioni, la prima di merito: siamo contro le grandi opere modello TAV ma per la realizzazione di lavori che mettano in sicurezza il territorio e creino infrastrutture utili per la popolazione e non per il business; la seconda ragione, se possibile ancora più importante è che ci troviamo di fronte ad un ulteriore passo, in quella che possiamo chiamare la trasformazione del sindacato, da soggetto conflittuale che difende gli interessi generali dei lavoratori, a strumento di pressione per realizzare gli obiettivi padronali.
Siamo cioè di fronte all’ennesimo episodio negli ultimi mesi, in cui proprietà industriale e lavoratori organizzati dai sindacati concertativi, si muovono insieme dentro la logica: “se va bene al padrone va bene anche a noi.”
Non è questa la strada per salvare il lavoro alla Cementir e in tutti i luoghi di lavoro. La vicenda degli ultimi 10 anni in Cementir parla chiaramente, di come gli interessi delle proprietà e degli operai siano inconciliabili, con i primi pronti ogni qual volta sia per loro utile, a disconoscere qualsiasi accordo, tra l’altro sempre a perdere per i lavoratori.
La strada è quella di unire le vertenze in atto nel territorio, costruire una rete di solidarietà reale e creare una mobilitazione permanente della città come richiesto dall’Unione Sindacale di Base.
Senza indipendenza politica e sindacale e senza un mobilitazione unitaria dei lavoratori spoletini non c’è futuro. Tutte le vertenze delle fabbriche della città parlano di questo.
Associazione culturale CASA ROSSA
Nella foto in evidenza Aurelio Fabiani dell’Associazione culturale Casa Rossa






















Lascia una risposta