Alleanza Civica: “La bufala della riduzione dell’addizionale Irpef: una manovra propagandistica senza effetti reali”

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

La BUFALA della riduzione dell’addizionale Irpef: una manovra propagandistica senza effetti reali

Nel consiglio comunale di lunedì, il sindaco Sisti ha annunciato con toni trionfalistici la riduzione dell’addizionale comunale Irpef, sostenendo che questa misura rappresenta un “importante segnale” per la cittadinanza. Secondo le dichiarazioni ufficiali, l’aliquota passerà dallo 0,80% allo 0,78%, mentre la soglia di esenzione sarà innalzata da 10.000 a 13.000 euro di reddito imponibile. Il primo cittadino ha enfatizzato il presunto impatto positivo di questa manovra, parlando di un incremento del reddito disponibile per molte famiglie. Ma questa volta non si tratta solo di propaganda politica: il problema è ancora più grave. Il sindaco non si è reso conto dell’assoluta irrilevanza della misura che stava presentando come una grande conquista.

Il bluff dei numeri: un’approssimazione sconcertante

Secondo il sindaco, le famiglie con un reddito di 20.000 euro beneficeranno di minori imposte per 400 euro l’anno, mentre quelle con un reddito di 50.000 euro arriveranno a risparmiare fino a 1.000 euro. Questi numeri non sono solo sbagliati: dimostrano una totale inconsapevolezza delle basi della fiscalità. La realtà, infatti, è ben diversa: con un’aliquota che scende dello 0,02%, il risparmio effettivo per un contribuente con 20.000 euro di reddito sarà di appena 4 euro in un anno, mentre per chi guadagna 50.000 euro il beneficio sarà di 10 euro annui. Una differenza abissale tra la narrazione trionfalistica e la realtà dei fatti. Non si tratta di un semplice errore di calcolo, ma di un’approssimazione amministrativa preoccupante.

Una misura priva di impatto concreto e un’amministrazione scollegata dalla realtà

Parlare di “sostegno ai cittadini” con un risparmio di pochi euro all’anno è offensivo per chi ogni giorno affronta il caro-vita, l’inflazione e l’aumento delle tariffe pubbliche. È ancora più grave che il sindaco e la sua maggioranza non si rendano conto di quanto questa misura sia priva di impatto concreto.

Se il sindaco e la sua giunta intendono davvero fornire un sostegno alle famiglie, dovrebbero concentrarsi su interventi più incisivi, magari aumentando il livello di esenzione a 14.000 €, o introducendo incentivi reali per le imprese. Invece, questa riduzione irrisoria dell’addizionale Irpef serve solo a costruire una narrazione politica che nasconde l’assenza di misure concrete a favore dei cittadini: “Riduciamo l’addizionale irpef dopo 13 anni”.

Se il sindaco era davvero convinto di aver messo in atto un intervento significativo, allora ci troviamo di fronte a una preoccupante incompetenza amministrativa. O non ha idea di come funzionano i numeri e gli effetti delle sue politiche fiscali, oppure è in malafede e ha deliberatamente ingannato i cittadini per un facile titolo di giornale.

Conclusione: un’amministrazione che non sa contare

Bene l’aumento della soglia di esenzione per i redditi fino a 13.000 €, ma la riduzione dell’addizionale Irpef da 0,80% a 0,78% è una manovra simbolica, priva di effetti concreti e utile solo a generare propaganda. Tuttavia, il vero problema non è tanto l’irrilevanza della misura, quanto il fatto che il sindaco non se ne sia accorto e abbia creduto sinceramente di aver fatto qualcosa di incisivo.

Il nostro territorio ha bisogno di scelte coraggiose e concrete, non di amministratori che non sanno fare di conto.

 

Spoleto 19-2-2025

Alessandra Dottarelli

Gianmarco Profili