Riceviamo e pubblichiamo integralmente:
Applausi. Dopo anni di fedeltà assoluta, voti convinti, bilanci benedetti, documenti di programmazione approvati senza battere ciglio e varianti al PRG accolte come fossero verità rivelate, il Partito Democratico scopre improvvisamente l’importanza del “confronto politico”.
Una folgorazione sulla via di Damasco… arrivata giusto all’ultimo Consiglio comunale. Fino a ieri tutto bene, tutto condiviso, tutto responsabile. Oggi invece, con un tempismo degno di miglior causa, scatta l’eroico gesto: non partecipare. Una protesta silenziosa, comodamente postuma, rigorosamente dopo aver avallato ogni scelta possibile e immaginabile dell’amministrazione Sisti.
Il bilancio e il PRG, ci spiegano ora, sono “passaggi centrali”. Curioso: lo sono sempre stati, ma evidentemente serviva votarli prima per accorgersene. Il chiarimento politico diventa improvvisamente urgente solo quando non costa più nulla, quando le decisioni sono già prese e i progetti già incardinati.
Insomma, non una contrapposizione – ci tengono a precisare – ma un atto di “responsabilità”. Quella stessa responsabilità che per anni si è tradotta in un diligente alzare la mano, oggi si manifesta con una plateale assenza. Un modo elegante per dire: noi c’eravamo sempre, ma adesso facciamo finta di no.
Il comportamento, in realtà, è chiarissimo: più che un improvviso amore per il confronto istituzionale, sembra l’avvio anticipato della campagna elettorale. L’obiettivo non è il bilancio che arriva, ma le elezioni amministrative del 2027. Prendere le distanze oggi, dopo aver condiviso tutto ieri, serve solo a costruirsi una comoda narrazione domani: noi avevamo dei dubbi. Dubbi che, però, non hanno mai impedito di votare tutto.
Quanto alla tanto sbandierata “responsabilità istituzionale”, va riconosciuto lo sforzo semantico: trasformare un’assenza in un atto di alto profilo democratico non è da tutti. Una responsabilità esercitata rigorosamente quando non incide più su nulla, praticata lontano dall’aula e al riparo da decisioni scomode. Un nuovo concetto di istituzione: si sostiene, si vota, si approva… e poi ci si sfila, spiegando che è per il bene della città.
Responsabili sì, ma con il calendario elettorale ben in tasca.
Alleanza Civica Spoleto
Alessandra Dottarelli
Gianmarco Profili























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