I rappresentanti del sindacato, sotto palazzo Cesaroni per difendere il San Matteo degli Infermi
Stamattina lo SPI CGIL provinciale di Perugia ha partecipato in piazza Italia, davanti a Palazzo del Consiglio Regionale dell’Umbria, alla manifestazione indetta dai cittadini di Spoleto, contro la sostanziale chiusura dei servizi sanitari in quella città,servizi che la Giunta Regionale Tesei ha interamente destinato all’attività COVID.Questa scelta della Regione, conseguenza anche del tempo perso in tutti questi mesi, ridimensiona fortemente la capacità del San Matteo degli Infermi di garantire i servizi sanitari ai cittadini di Spoleto e della Valnerina.
In questa fase delicata la Valnerina viene colpita su piu’ versanti: il mancato decollo della ricostruzione , lo spopolamento che continua e adesso anche un ulteriore indebolimento dei servizi socio sanitari.
Le rassicurazioni della Presidente Tesei ,nel corso della manifestazione di questa mattina, non hanno rassicurato nessuno.Infatti ha sostenuto che anche il pronto soccorso rimarrà un pronto soccorso solo sul versante COVID.Dalle vicende relative alla sanità nel territorio di Spoleto emerge il dato drammatico di una regione, l’Umbria,messa purtroppo in ginocchio dalla seconda ondata di contagi.
I posti in terapia intensiva sono pochi, non sono stati potenziati in questi mesi e vanno rapidamente saturandosi. In piu’ manca il personale e non sono state fatte le assunzioni necessarie. In questo contesto i lavoratori della sanità sono già allo stremo.E come se non bastasse le persone piu’ fragili, a partire dagli anziani, rischiano di pagare questa situazione in termini di vite umane.Ricordiamo che in provincia di Perugia gli ultra 65 enni costituiscono il 26% E SONO UN COLLANTE FONDAMENTALE DELLA NOSTRA COESIONE SOCIALE.Faremo di tutto, come SPI CGIL , PERCHE’ NON VENGANO CONSIDERATI NUMERI DA ACCANTONARE O DA SCARTARE!
Lo riferisce in una nota Mario Bravi, Segretario generale SPI CGIL Provinciale di Perugia























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