(Re.Ber.) – Il calcio è un linguaggio con i suoi poeti e prosatori. Lo sosteneva uno dei più importanti intellettuali italiani del secolo scorso, Pier Paolo Pasolini, che aveva con il gioco del pallone un rapporto sentimentale. Ma Pasolini non fu il primo poeta italiano a intuire che il calcio e la poesia condividono l’epica e un campo da gioco immenso, che inizia idealmente con gli antichi poemi di Omero e arriva fino alle colonne del giornalismo sportivo contemporaneo. Non a caso epica deriva dal greco epos, che significa parola che racconta, e poche cose come le vicende sportive – non soltanto calcistiche – sono infarcite di gesta eroiche, duelli memorabili, sfide epocali, gloriose vittorie e rovinose sconfitte, al pari dell’Iliade, dell’Odissea o dell’Eneide. E a loro modo, quei “ragazzi” del ‘69 furono poeti e prosatori del calcio. Come ogni anno, grazie all’ospitalità impareggiabile di Mario Modesti, ex bomber di quella squadra, i giocatori dello Spoleto edizione 1969-’70 si sono radunati nella quiete ombrosa de La Spina di Campello sul Clitunno. Una squadra che è ancora legata da sentimenti di affetto e stima indissolubili. In tanti hanno risposto all’invito di Modesti e della splendida consorte Celina. C’erano un po’ tutti: dal dirigente Francesco Minestrini, al medico sociale Mario Mancini, nonno di Riccardo, promessa del Gubbio. E poi loro, i protagonisti di quello Spoleto che dominò i campi dell’Umbria nella stagione 1969-1970: Giorgio Serafini, Idalgo Del Medico, Liseo Filadi, Alessandro Picotti, Enzo Nardi, Antonio Bocchini, papà di Riccardo, vice di Fabrizio Castori al Sudtiroler, Enzo Rambotti, Claudio Farroni, Domenico Cotulelli e Renzo Restani. Salutato dagli applausi il collegamento via etere con mister “Chiodo” Roscini, che di quella squadra vincente era l’allenatore. Attimi di commozione quelli vissuti nel ricordo di chi non c’è più: da Massimo Giannoli, a Ottavio Riboni, Luciano Volpi, Carlo Moscatelli, Enrico Cavalli, Aldo e Marcello Pasquino, quest’ultimo nella schiera dei “miti” per aver portato lo Spoleto in serie C. Tra i tanti ex è stato ricordato anche Corrado Cerafischi, allenatore protagonista di una promozione in D e scomparso recentemente. Ma poichè il calcio è poesia, non potevano mancare le due liriche dell’indimenticato Giuseppe Picotti, tratte dall’omonimo volume e lette dal vostro cronista. Alla fine, l’immancabile foto di gruppo ed il brindisi finale per darsi appuntamento al prossimo anno.
























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