A Spoleto la mobilitazione degli studenti e dei lavoratori per la scuola pubblica

25 settembre, dalle ore 9, giardini di Piazza della Vittoria 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Il 25 settembre a Spoleto, come in molte altre città d’Italia, gli studenti, i lavoratori e i precari della scuola pubblica e i scenderanno in piazza accanto ai sindacati conflittuali per far sentire la propria voce. Il presidio si terrà presso i GIARDINI BADEN-POWELL (PIAZZA DELLA VITTORIA) a partire dalle ore 9.00. Di seguito le rivendicazioni che verranno portate in piazza:

PIU’ DOCENTI E PIU’ SPAZI
Occorre un piano nazionale per l’edilizia scolastica per la tutela della salute degli studenti e dei lavoratori della scuola. Non bastano le mascherine ma servono classi da 15 studenti! Abbiamo già visto a Spoleto come a soli 10 giorni dal rientro già tre classi sono state messe in quarantena, alcune nel silenzio generale!
Da anni denunciamo le gravi mancanze dell’edilizia scolastica e il problema delle classi pollaio e oggi, a maggior ragione, visto che rappresentano il principale ostacolo ad un rientro in sicurezza occorrono più strutture e personale per garantire classi da 15 studenti e autobus a sufficienza per evitare sovraffollamento e l’aumento dei contagi.

NO ALLA DAD!
La Didattica a Distanza è stata un fallimento, non vogliamo che venga regolarizzata. Durante i mesi della pandemia la Dad ha rappresentato per milioni di studenti delle classi popolari una negazione del diritto allo studio, chi non possedeva i mezzi veniva lasciato indietro. La scuola non è un semplice passaggio di nozioni, ma si basa sul confronto con insegnanti e compagni, se si può rientrare si deve rientrare tutti. La mancanza di spazi o personale non può essere risolta con la didattica mista. No alla scuola di classe!

STUDENTI, LAVORATORI E SINDACATI CONFLITTUALI CONTRO IL GOVERNO DEI PADRONI!
Dall’inizio della pandemia il Governo ha gestito la crisi negli interessi delle aziende, stanziando miliardi di euro a fondo perduto per le imprese lasciando solo poche briciole alle scuole pubbliche. I soldi non mancano per le scuole, non garantire un rientro in sicurezza è una scelta política. Noi non ci stiamo: bocciamo il Governo!
I padroni in tutto il paese sono uniti e decisi a far pagare i costi della pandemia ai lavoratori, direttamente e indirettamente, dai licenziamenti all’aumento dei ritmi di sfruttamento, fino ai tagli alla spesa sociale, dall’istruzione fino alla sanità pubblica. Rispondiamo uniti nella lotta, studenti e lavoratori spalla a spalla per dire che la crisi la devono pagare i padroni non noi!

COORDINAMENTO STUDENTI E LAVORATORI PER LA SCUOLA PUBBLICA

Immagine di archivio DMN