Il Perugia conquista una vittoria pesantissima allo Stadio Renato Curi (non succedeva dal 21 dicembre contro il Forlì) , superando 2-1 il USPontedera nella 12ª giornata di ritorno del campionato di Serie C Girone B. Davanti a 3.918 spettatori, la squadra guidata da Giovanni Tedesco scende in campo con il giusto atteggiamento e un ottimo approccio alla gara, consapevole dell’importanza della posta in palio. Il tecnico biancorosso sceglie dall’inizio Gemello tra i pali, con Angella e Riccardi a guidare la linea difensiva insieme a Calapai e Tozzuolo sugli esterni; in mezzo al campo spazio a Tumbarello e Ladinetti, con Verre ,Lisi e Canotto a supporto della manovra offensiva alle spalle dell’unica punta Daniele Montevago.
Il vantaggio biancorosso arriva al 29’ del primo tempo proprio con Montevago, bravo a sfruttare un’occasione in area e a battere Sarocco di testa portando avanti il Perugia. I padroni di casa gestiscono con ordine il gioco, concedendo poco agli avversari allenati dall’ex Piero Braglia. Nella ripresa il Perugia trova il raddoppio al 37’ ancora con Montevago, autore di una doppietta che indirizza la partita e certifica la sua grande prestazione. Nel corso del secondo tempo Tedesco interviene dalla panchina per dare nuove energie alla squadra: Bacchin prende il posto di un acciaccato Lisi a inizio ripresa, mentre al 14’ entrano Manzari e Bolsius al posto di Canotto e Verre. Nel finale spazio anche a Megelaitis per Ladinetti e a Nepi per Montevago.
Quando al 40’ del secondo tempo l’attaccante lascia il campo, il pubblico del Curi gli tributa una meritata standing ovation. Nel recupero il Pontedera prova a riaprire la gara con il gol di Andrea Sapola al 49’, ma il forcing finale dei toscani non cambia l’esito del match. Il Perugia difende il vantaggio e conquista tre punti fondamentali che gli permettono di uscire dalla zona playout e guardare con maggiore fiducia al prosieguo della stagione. Una vittoria importantissima, costruita con carattere, intensità e grande concretezza. Prossima tappa… il derby dell’Etruria in casa dell’Arezzo.
























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