Loriano Emili, una vita lunga un secolo tra impresa, sport e passione

Apprendiamo, a tumulazione avvenuta, della scomparsa di Loriano Emili, figura conosciuta e stimata da generazioni di spoletini. Avrebbe compiuto cento anni il prossimo ottobre, ma fino a pochi giorni fa nessuno avrebbe immaginato che quel traguardo fosse così vicino: lo si vedeva ancora guidare con grande disinvoltura la sua inseparabile Panda verde, oppure seduto al tavolo del bar, circondato da amici cinquantenni che, con affetto e rispetto, lo chiamavano semplicemente “Presidente”, anche per la sua incrollabile fede juventina.

 

Nonostante l’età, conservava uno spirito giovanile, brillante, curioso, capace di stare tra le persone con naturalezza e ironia.

 

La sua storia attraversa decenni importanti della vita economica e sportiva del territorio. Nel mondo imprenditoriale iniziò l’attività insieme al padre Domenico e al fratello Claudio nel 1950 nel settore petrolifero. 

Negli anni Novanta seppe ancora una volta rinnovarsi, orientando l’attività verso il GPL domestico e aziendale, continuando a lavorare con passione e determinazione fino a pochi anni fa, ben oltre i novant’anni.

 

Accanto all’impegno imprenditoriale, Loriano ha lasciato un segno profondo anche e soprattutto nello sport. Nel calcio fu vicepresidente dello Spoleto Calcio, al fianco del compianto Giancarlo Mercatelli, contribuendo alla crescita della società in anni importanti.

 

Ma è soprattutto nel mondo del motociclismo che il suo nome rimane legato a una stagione straordinaria. Con la creazione della Scuderia Emili Spoleto, Loriano portò la città a confrontarsi con palcoscenici di grande rilievo, partecipando a campionati italiani, europei e persino mondiali.

 

Attraverso la scuderia seppe valorizzare e lanciare diversi piloti spoletini, affiancando anche nomi di rilievo come Maurizio Vitali, Gianni Pellettier e Giovanni Sbrocca, e arrivando persino a portare dal Sudafrica il pilota Abrham Singer. A Spoleto rimane viva anche la memoria della sua partecipazione al Circuito Città di Spoleto, insieme al pilota Gianni Petrini, al quale era profondamente legato.

 

Un’avventura sportiva che Loriano visse con grande entusiasmo insieme al figlio Massimo, scomparso purtroppo giovanissimo, a soli ventiquattro anni. Una perdita che segnò profondamente la sua vita e che, di fatto, coincise con la fine del suo impegno diretto nel motociclismo.

 

Rimane il ricordo di un uomo energico, appassionato, capace di costruire relazioni, imprese e amicizie durate una vita intera. Una figura che ha attraversato quasi un secolo di storia locale senza mai perdere la curiosità e la voglia di esserci.

 

E forse proprio quell’immagine – Loriano al volante della sua Panda verde o al tavolo del bar tra gli amici – è il modo più autentico per ricordarlo: un uomo che non ha mai smesso di vivere con entusiasmo, fino all’ultimo, dando esempio di positività e capacità di reagire ad ogni situazione.