L’Associazione Prima Spoleto incontra gli agricoltori

Si è tenuta presso la sede sociale la seconda riunione della Commissione Ambiente e Territorio dell’Associazione Socio Culturale  “Prima Spoleto”, coordinata da Maria Lucia Proietti, organizzata per incontrare le associazioni degli agricoltori del territorio, per raccogliere le loro istanze e per confrontarsi sulle problematiche del settore.

All’incontro hanno partecipato l’Associazione Coldiretti di Spoleto, rappresentata da Caterina Grifoni,  la Confagricoltura Spoleto rappresentata da Remo Melchiorri e il Segretario Regionale Copagri, Roberto Mesca.

Dal confronto sono emerse alcune criticità territoriali legate al settore specifico. Le aziende agricole, per esempio, sono numerose, ma di piccole dimensioni e portate quasi tutte ad una produzione tradizionale, vista la difficoltà per gli addetti ai lavori, buona parte in età avanzata, a recepire nuove tecniche di produzione. Tale fenomeno porta di conseguenza a limitare i profitti aziendali.

Va meglio a quelle aziende che hanno diversificato, affiancando alla primaria attività agricola, altre opportunità di reddito, come la recettività, l’accoglienza, la ristorazione e la vendita di prodotti.

Tutti hanno poi concordato sul fatto che molti  problemi del settore agricolo vengono amplificati da cause collaterali, come l’eccesso di burocrazia e la molteplicità di norme che regolamentano il comparto, oltre al vasto numero di Soggetti, pubblici o privati, ai quali occorre rivolgersi: regime delle acque, controllo del suolo, verifica del rispetto del corretto utilizzo delle attività di coltivazione, allevamento e trattamento degli alimenti, rispetto delle normative nei contratti di lavoro applicati, e così via.

In questo momento particolare, un fattore molto critico è rappresentato dall’aumento dei costi di produzione, come carburante e  fertilizzanti, a seguito della crisi geopolitica internazionale. Un altro problema è causato dal ritardo con cui la Regione risarcisce i danni procurati dai cinghiali, animali che danneggiano le colture in modo sempre più frequente.

A differenza di altri territori più organizzati del nostro, qui si sente la mancanza del supporto di una filiera agroalimentare capace di assorbire la produzione locale per poi trasformarla o distribuirla in modo razionale ed efficiente, assicurando migliori margini di profitto ai produttori e una migliore allocazione dei prodotti a km zero.

Purtroppo la complessità burocratica legata alla coesistenza di norme europee, nazionali e regionali,  costringe le aziende a impegnare molte risorse economiche nella gestione amministrativa che deve necessariamente essere affidata a professionisti del settore fiscale e tributario.

Le associazioni concordano sul fatto che nel nostro territorio potrebbe esserci spazio per una migliore produzione e per uno sviluppo delle attività, a condizione però che si punti sulla qualità dei prodotti e quindi sulla formazione di figure professionali competenti. Ecco perché è necessario rafforzare l’offerta formativa dell’Istituto Tecnico Agrario di Sant’Anatolia di Narco, un Istituto che potrebbe essere un utile volano per l’occupazione specializzata del territorio.

Sarebbe necessario, inoltre, rafforzare le attività di informazione ed educazione alimentare rivolte ai consumatori, per incrementare la consapevolezza dei benefici di una alimentazione sana e naturale.

Importante è anche l’organizzazione di eventi utili a sostenere la conoscenza delle produzioni locali ai consumatori, nonché la maggior partecipazione dei rappresentanti agricoli alla redazione dei piani urbanistici, per evitare contenziosi successivi fra i cittadini che abitano lo stesso territorio.-