Brutta, opaca, deludente. Il Perugia cade al “Curi” contro il Pineto e lo fa nel modo più amaro: 0-1, tra i fischi dei 3.400 presenti (66 da Pineto) e con due pali che gridano ancora vendetta. Una sconfitta grave, per la classifica e per il morale, che lascia strascichi pesanti.
A decidere la sfida è la rete al 16’ del primo tempo di D’Andrea, bravo a sfruttare una delle dormita della difesa. Da lì in avanti, il Perugia prova a reagire ma lo fa con più nervosismo che lucidità, in una partita spezzettata, povera di ritmo e di idee.
Eppure gli episodi non sorridono agli uomini di Tedesco. Nel primo tempo è Verre a colpire un clamoroso palo, con una conclusione che aveva fatto gridare al gol il “Curi”. Nella ripresa, dopo l’ingresso di Manzari, è ancora il legno a dire no ai biancorossi: punizione velenosa e palla che si stampa sul montante. Due pali, zero gol. Il calcio, a volte, sa essere spietato.
Il Pineto si chiude con ordine, abbassa i ritmi, spezza il gioco e porta a casa tre punti pesantissimi. Il Perugia, invece, si smarrisce. Montevago lotta ma è isolato, Ladinetti e Tumbarello faticano a costruire, sugli esterni manca lo spunto decisivo. L’ingresso di Canotto e Bartolomei dà un minimo di vivacità, ma non basta a cambiare l’inerzia.
Nel finale è più la confusione che l’assalto. Cross imprecisi, seconde palle sempre degli ospiti, nervosismo che cresce l. Al triplice fischio dell’arbitro Gavini, piovono fischi dagli spalti: un segnale chiaro di delusione da parte di una piazza che pretende ben altro atteggiamento.
Il tabellino racconta di una sconfitta di misura, ma la sensazione è che il Perugia abbia fatto troppo poco per meritare di più. Due pali non possono cancellare una prestazione grigia, priva di personalità e di continuità.
Ora serve una reazione immediata. Perché oltre al risultato, a preoccupare è la classifica e l’immagine: un Perugia fragile, incapace di imporre il proprio gioco e vulnerabile al primo colpo subito. E il “Curi”, questa volta, non perdona.























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